Giocatore di basket professionista dai 21 anni, adesso che ne ha 25 gioca nei New Orleans Hornets, NBA. Originario di Bologna, Marco Belinelli (Beli per gli amici) è uno dei giocatori più apprezzati della nostra nazionale: ha debuttato ai Mondiali del 2006, segnando 25 (storici) punti contro gli USA, nei preliminary, e facendo registrare la più alta media della squadra Italiana in quella competizione (13,5). Appassionato di moda e hip hop ha messo il suo entusiasmo a favore della comunità, costruendo numerosi campi da basket per i giovani. Chapeau.

Marco Belinelli è ambassador dell’innovativa Nike Hyperfuse (nikesportswear.com), la nuova sneaker lanciata in esclusiva in selezionati store Foot Locker (footlocker.eu) d’Europa.
Per informazioni: footlocker.eu/nike
Marco, come è nata la tua passione per il basket?
La mia passione per il basket è nata quando avevo 6 anni e ho cominciato a giocare con mio fratello più grande, Enrico. Con lui guardavo sempre le partire NBA a tarda notte, quindi posso dire che sia stato lui a trasmettermi l’amore per questo sport.
Chi erano i tuoi modelli, al tempo?
Michael Jordan, John Starks e Larry Johnson. Guardavo le partite fino a notte fonda, perché quando giocavano oltreoceano erano le sette di sera, in Italia…
Secondo te quali sono le qualità necessarie per essere un buon giocatore?
Sicuramente essere un giocatore vuol dire fare tanti sacrifici da piccolo, crescere comunque stando sempre con i piedi per terra, senza mai montarsi la testa. Il comportamento ideale è quello di cercare sempre di migliorarsi, di lavorare, di voler diventare il migliore. Poi, sicuramente anche avere le amicizie giuste accanto a te e per finire un pizzico di fortuna non guasta…
Che consigli daresti ai giovani giocatori?
Ai giovani ragazzi direi di crederci sempre, di non mollare mai magari anche nei momenti più duri. Anch’io quand’ero piccolo ho dovuto fare tanti sacrifici ma ne vale la pena perché questo sport è fantastico.
Qual è il tuo ricordo più bello da quando sei un giocatore di basket?
Ce ne sono tanti. Il primo che mi viene in mente è lo scudetto con la Fortitudo in Italia. Poi sicuramente la notte del Draft quando sono stato scelto e il primo canestro che ho fatto nell’NBA.
Quali sono le cose più importanti per te oltre al basket?
La famiglia, gli amici, le persone care. Il basket per me non deve essere sempre tutto. Il basket è importantissimo, lo sarà sempre, lo è stato, è un sogno che per me si sta realizzando, però ci deve essere comunque il divertimento con le persone che amo. Devo rimanere umile, calmo e non montarmi la testa, questo è l’importante.
Sappiamo che sei un appassionato di sneakers. Quante ne hai?
Davvero molte. Per me è una passione. Non so esattamente quante ne ho ma di sicuro se chiedete a mia madre ve lo sa dire. Sono cresciuto con le Nike Air Force One, quelle bianche alte. Le mettevo sempre e le metto tutt’ora ogni tanto, sono molto cool.
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