Campione Europeo di Kitesurf nel 2010, Alberto Rondina, classe 1989, racconta a fitness magazine come è nata la sua passione per questa frizzante disciplina…

Nome: Alberto Rondina
Data di nascita: 14 novembre 1989
Web: albertorondina.com
Professione: Pro Kiteboarder
Palmares: Dopo aver vinto svariati titoli italiani e gare del tour Pkra mondiale, nel 2010 è Campione Europeo di Kitesurf e 5° nel ranking mondiale.
Altezza: 178 cm
Peso: 74 kg
Home spot: Riccione e Uruaù (Brazil)
Spot favorito: Uruaù (Brazil), Kitebeach (Maui)
Sponsor: Cabrinha, NPX, Turbolenza, Marcar, Andrel Multimedia
Condizioni preferite: 20-25 nodi di vento side da destra, con acqua piatta rientrando e belle onde uscendo. Ed essere in acqua con gli amici…
L’equazione non è automatica: nascere in una località di mare e avere una naturale passione per le onde non è così scontato.
Ad Alberto Rondina, classe 1989, nato a Riccione, la passione per il mare (e per il surf) l’ha trasmessa suo padre Flavio.
Ma Alberto è andato “oltre”: dopo aver provato il kitesurf qualche anno fa se ne è innamorato e ha trasformato una semplice passione in professione, per diventare, nel 2010, addirittura Campione Europeo di Freestyle Open. Conosciamolo da vicino.
Alberto, per iniziare, come ti sei avvicinato al mondo del kitesurf?
Il mio babbo ha sempre avuto una grande passione per il mare, la pesca, il surf, il windsurf: l’importante per lui è essere in acqua! Quando ho compiuto un anno il primo regalo che ho ricevuto è stato una tavola da surf. Ancora mi ricordo la foto: la tavola era 5 volte più alta di me! Ho iniziato con il surf da onda e il windsurf a 5/6 anni…ma anche con la ginnastica artistica. L’inverno era troppo freddo per andare in acqua allora ho gareggiato nella ginnastica, con buoni risultati. Poi è arrivato in Italia questo nuovo sport dalle Hawaii, il kitesurf! A Riccione è stato un grande boom, una moda, che ancora continua: infatti, serve molto meno vento del windsurf per divertirsi e non servono onde! Sono ormai 9 anni che lo pratico, da 2 anni sono professionista.
Puoi raccontare ai lettori di fitness magazine come si svolge una tua normale giornata di allenamento?
Il programma giornaliero dipende molto dal luogo in cui mi trovo. Ma solitamente si potrebbe descrivere così: 15 minuti di riscaldamento e stretching poi in acqua per la prima session mattutina di kite, di circa un’ora. Poi un bel pranzo, con molte proteine e frutta. Se c’è vento anche nel pomeriggio allora ripeto il riscaldamento, più una seconda session in acqua. Altrimenti faccio il mio allenamento a secco, aerobico o di potenziamento.
Quando sono in gara è tutto diverso: cerco di non sprecare nessuna energia ed essere il più carico possibile per la gara. Quindi faccio sempre un bel riscaldamento e stretching. Poi la gara è divisa in batterie da 7 minuti, in cui un rider deve dare tutto quello che ha!
Che consigli ti dà il tuo preparatore atletico?
Ho la fortuna di poter contare sul centro Exis di Riccione, dove un team di osteopati e fisioterapisti mi tiene sempre sotto controllo! In particolare i miei preparatori Ubaldo Bartolucci e Maurizio Poli, che mi danno sempre una mano, con consigli e suggerimenti via Internet o Skype anche quando sono in viaggio. Il concetto base è che la forza fisica non è tutto: la scioltezza e sopratutto la capacità aerobica hanno un ruolo fondamentale. Per questo quando non c’è vento mi alleno molto con la corsa, la bici e il nuoto.
Ti alleni anche in palestra?
Sì certo. Avendo praticato ginnastica artistica per oltre 10 anni, di palestre ne ho viste davvero tante! Quando non sono a Riccione mi piace anche correre e allenarmi all’aperto, il più delle volte mi alleno in spiaggia!
Che esercizi fai?
Nella ginnastica artistica non si usano quasi mai le macchine, quindi essendo abituato così ho sempre continuato con addominali, piegamenti, dorsali a terra, trazioni alla sbarra e squat con la palla. Uso molto anche gli elastici, che potenziano i muscoli interessati ma garantiscono sempre una buona mobilità.
Quali sono le caratteristiche fisiche di cui vai più fiero?
Avere massa muscolare è sicuramente importante in uno sport che può richiedere forza fisica come il kite, ma il tono muscolare è quasi negativo quando è “troppo”, nel senso che diminuisce la tua mobilità e la scioltezza. La cosa di cui vado più fiero è il livello di scioltezza che riesco a mantenere durante l’anno. Ogni atterraggio che faccio è una compressione, per le gambe e la schiena soprattutto, quindi beh, senza una buona scioltezza e parecchio stretching la vita sportiva di un kiter non durerebbe a lungo!
Secondo te, quali sono le doti psicofisiche che proprio non possono mancare a chi pratica uno sport come il kite?
Secondo me, le doti più importanti che un kiter deve avere sono: la tenacia, per raggiungere i propri obiettivi senza mai arrendersi e una certa apertura mentale e tolleranza nell’accettare il giudizio degli altri. Come in molti altri sport nelle gare le decisioni spettano ai giudici e non sempre quello che decidono loro sarà giusto o sarà quello che ti aspetti, ma bisogna comunque accertalo e farne tesoro.
Che consigli di allenamento ti sentiresti di dare a una persona mediamente allenata che desidera avvicinarsi a questo sport?
State tranquilli, ci sono tantissime persone che fanno kite senza preparazione e zero fisico! Il kite praticato a livelli base è uno sport relativamente semplice, tutto quello che serve è tanta pratica per imparare la tecnica. Poi il grande sforzo di farvi “svolazzare” sul mare lo fa il vento! Per livelli più alti, beh allora si incomincia a parlare di allenamenti specifici, con potenziamento per i muscoli più interessati e miglioramento della capacità aerobica per rimanere in acqua il più possibile.

Un bilancio delle ultime gare?
Il 2011 è incominciato alla grande per me, con piazzamenti nei top 3 del Mondiale e anche il 2010 è stato un anno che non dimenticherò mai: i miei podi nel Mondiale e finire nei top 5 erano sogni che speravo tanto di realizzare. Ma la gara che non dimenticherò mai è sicuramente la finale Pkra (Professional Kiteboard Riders Association) del 2009, in Nuova Caledonia: ero ancora un rookie nel circuito, e battere Aaron Hadlow, il 5 volte Campione del Mondo in carica, nonché mio grande amico, è stata una cosa… che non mi sarei mai aspettato!
La gara che non vorresti aver fatto?
Pensandoci bene non mi viene in mente niente! Io cerco sempre di prendere ogni cosa in modo positivo, perdere vuol dire imparare qualcosa di nuovo. Saper perdere è molto importante per uno sportivo e comunque se perdo c’è sempre un motivo, e la “colpa”, se così si può dire, è solo mia. Capita di non essere molto fortunati certe volte…ma nessuno può prevedere quello che succederà!
Oltre al kitesurf, ti piace praticare anche qualche altro sport?
Quando non c’è vento bisogna sempre trovare un’alternativa! Il kitesurf non è uno sport come il tennis o il calcio, dove ti puoi organizzare e fare allenamento dalle 3 alle 5! Sopratutto in Italia, il vento non è una certezza, quindi bisogna essere sempre pronti ad andare in acqua! Quando ci sono le onde, lo sport che mi piace moltissimo è sempre il surf. Uno degli sport più semplici che ci siano: con una tavola e la forza del mare ti puoi divertire e avere sensazioni incredibili!
Progetti per il futuro?
La vita da professionista e da rider non dura in eterno, quindi spero di sfruttare quest’onda finché non sarò stanco e il mio corpo dirà: basta! È stato il mio sogno di sempre poter andare in kite tutti i giorni… possibilmente sempre al caldo! Poi si vedrà: l’Università, volendo, è sempre lì ad aspettarmi, ma anche rimanere nell’ambito nel kite non sarebbe male!

Il tuo prossimo obiettivo?
Quest’anno il mio obiettivo è finire tra i primi 3 del tour Pkra mondiale. Non sarà facile, tutti i primi 10 rider del tour potrebbero vincere il Mondiale e il livello è veramente altissimo. Ma io ce la metterò tutta, come sempre, perché niente è impossibile! Ho avuto una buona partenza del Mondiale e per adesso sono terzo in classifica! Spero di mantenermi o, perché no, migliorare! Per seguirmi durante i miei viaggi e le gare potete cliccare su albertorondina.com.
Sei sempre in giro per il mondo per via delle gare: ci dici tre oggetti che non mancano mai nella tua valigia?
L’iPod, un bel libro e la mia chitarra o l’uke!
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