12 tuffatori 26 metri di altezza, 3 secondi di volo mozzafiato: questi alcuni numeri di Red Bull Cliff Diving 2011, importante manifestazione che ha reso famosa questa disciplina estrema. Che sfida la forza di gravità…
Un atleta esegue dei single leg squat prima di un tuffo: è un esercizio di forza, non di riscaldamento, che rafforza quadricipite, gluteo, muscoli posteriori della coscia e area dell’inguine. È molto utile per mantenere le gambe unite al momento dell’impatto con l’acqua
Tuffatori temerari, scenari straordinari, evoluzioni aeree sempre più complesse e spettacolari. Questo il biglietto da visita della terza edizione di Red Bull Cliff Diving, importante competizione internazionale di tuffi da grandi altezze, che ha debuttato qualche mese fa nella splendida cornice di Rapa Nui, sull’Isola di Pasqua, in Cile. Sette gare impegnative, 12 tuffatori, 8 nazioni di provenienza, 26 metri di altezza, 3 secondi di volo mozzafiato, 85km/h la velocità della caduta libera: questi i numeri di Red Bull Cliff Diving, manifestazione che ha reso famosa questa disciplina estrema che sfida la forza di gravità.

I migliori tuffatori al mondo, dunque, si sfidano fino all’ultimo tuffo per conquistare il titolo di campione, esibendosi in sette appuntamenti: Rapa Nui sull’Isola di Pasqua (Cile), Yucatan in Messico, Atene in Grecia, La Rochelle in Francia, Malcesine in Italia, Boston (USA) e Yalta in Ucraina.
Proprio la tappa italiana (in programma il 24 luglio) rappresenta una delle novità di questa edizione. Da Polignano a Mare, in Puglia, ci si trasferisce a Malcesine, pacifico borgo medievale della provincia di Verona e affacciato sulle sponde del Lago di Garda. Una nuova dinamica di gara permetterà agli atleti di aggiudicarsi il titolo di campione: dopo tre tuffi gli atleti saranno classificati in una graduatoria parziale e solo i primi sei qualificati accederanno alla manche finale e potranno esibirsi nell’ultimo tuffo. Sono solo un numero davvero limitato i tuffatori professionisti che possiedono le doti fisiche e psicologiche necessarie per praticare questo sport: quando non c’è spazio per l’errore, con il corpo esposto alla forza di gravità senza alcuna protezione, solo chi riesce a mantenere massima concentrazione e totale controllo del proprio corpo può eseguire il tuffo perfetto. Inoltre, recenti ricerche universitarie hanno dimostrato che, prima di un tuffo, come del resto nella pratica di qualsiasi altro sport, tutti gli atleti devono necessariamente eseguire un buon riscaldamento muscolare in palestra, abbinato a esercizi cardio (pilates, addominali) e stretching.
Giovani atleti e storici tuffatori, dunque, si contendono la conquista del trono a colpi di spruzzi d’acqua. L’anno scorso, dopo una gara all’ultimo sangue alle Hawaii, patria del cliff diving, l’inglese Gary Hunt si è aggiudicato il titolo di 2010 World Series Champion, strappando la corona al vincitore del 2009 Orlando Duque.
Gary, come sei arrivato a diventare un professionista del cliff diving?
Esperienza, molto lavoro in piscina e tanto coraggio per andare oltre ai 10 metri. Ero un tuffatore olimpico quando, nel mio tempo libero, feci uno spettacolo in Italia dove presi parte a due gare di tuffi da 18 metri: è iniziato tutto così.
Pensi sia uno sport che, a seguito della dovuta preparazione, possa essere intrapreso da tutti?
Tutti possono provarci, è solo questione di iniziare a livelli bassi ed essere in grado di lavorarci fino a quando non sei pronto.
Ci sono delle caratteristiche fisiche e caratteriali che più possono aiutare in questo sport?
Credo che la cosa più importante sia l’amore per lo sport, perché se non ami quello che stai facendo non riusciresti a spingerti fino a 27 metri.
La preparazione durante l’anno in cosa consiste?
Quest’anno non sono stato molto in piscina. Ho lavorato sul mio corpo, sulla mia mente e sulla mia forma. Lavoro sulle gambe e sugli addominali, in palestra, che penso siano i muscoli più importanti per eseguire un tuffo perfetto e in sicurezza.
Ci sono altri sport simili al cliff diving?
Non proprio. I tuffi si avvicinano ma rimangono molto differenti. La tecnica è la stessa ma il cliff diving è più originale.
Quali sacrifici devi affrontare per competere a questi livelli?
Bisogna solo essere disposti a mettersi al lavoro dentro e fuori dalla piscina per i tuffi per mantenere il corpo in forma.
A cosa pensi prima di un tuffo?
Solo al tuffo che sto per eseguire. Nient’altro.
Come raggiungi il massimo della concentrazione?
Arriva con l’esperienza. Le prime volte che ho provato a tuffarmi da grandi altezze ero molto nervoso, ma ora mi sento più a mio agio.
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